STOP al mangiare 3 ore prima di andare a letto.
- Nadia Collot
- 13 feb
- Tempo di lettura: 2 min

L'ideale è rimangiare dopo 13 ore di digiuno
Precedenti ricerche hanno rilevato che solo il 6,8% degli adulti statunitensi godeva di una salute cardiometabolica ottimale nel periodo 2017-2018. Una cattiva salute cardiometabolica può portare a malattie croniche, tra cui diabete di tipo 2, steatosi epatica non alcolica e malattie cardiovascolari.La dottoressa Phyllis Zee, esperta di fama mondiale in medicina del sonno e ritmi circadiani presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha condotto studi pionieristici che collegano il digiuno (o l'alimentazione a tempo limitato) alla salute metabolica e cardiaca, allineandolo con i ritmi circadiani del corpo. https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/ATVBAHA.125.323355
Ecco i punti chiave degli studi della dottoressa Zee sul digiuno e l'alimentazione:
Digiuno Allineato al Sonno ("Sleep-Aligned Fasting"): Le ricerche della Zee indicano che il momento in cui si mangia è importante quanto cosa si mangia. I risultati del 2026 mostrano che chiudere la finestra di alimentazione almeno tre ore prima di andare a dormire, estendendo il digiuno notturno, porta a significativi miglioramenti cardiaci e metabolici.
Benefici Cardiovascolari: Uno studio di 7,5 settimane ha dimostrato che i partecipanti che mantenevano un digiuno notturno prolungato (allineato con il sonno) hanno ottenuto una riduzione del 3,5% della pressione sanguigna notturna e un calo del 5% della frequenza cardiaca, migliorando la salute del cuore.
Controllo metabolico: Il digiuno notturno, che la Zee suggerisce essere di almeno 12 ore o più (spesso 14:10, cioè mangiare in una finestra di 10 ore e digiunare per 14), migliora il controllo degli zuccheri nel sangue e il metabolismo, agendo sui ritmi circadiani periferici.
Contro l'aumento di peso: Gli studi della Zee confermano che mangiare in orari non allineati con l'orologio interno (es. di notte) altera il metabolismo e aumenta il rischio di aumento di peso e diabete, poiché il corpo è "programmato" per dormire, non per mangiare, quando fa buio.
Interazione con la Luce: La sua ricerca evidenzia anche che, insieme al digiuno, la riduzione dell'esposizione alla luce artificiale (specialmente blu o bianca) prima e durante il sonno è cruciale per evitare interferenze con la melatonina e la regolazione del glucosio.
In sintesi, l'approccio di Phyllis Zee non si concentra sulla restrizione calorica, ma sulla sincronizzazione dei pasti con il ritmo sonno-veglia, promuovendo un "digiuno notturno" per ottimizzare la salute a lungo termine.


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